POLITICHE SOCIALI

Crediti: 
6
Sede: 
PARMA
Anno accademico di offerta: 
2020/2021
Responsabile della didattica: 
Settore scientifico disciplinare: 
SOCIOLOGIA DEI PROCESSI CULTURALI E COMUNICATIVI (SPS/08)
Semestre dell'insegnamento: 
Primo Semestre
Lingua di insegnamento: 

italiano

Obiettivi formativi

Rispetto alle conoscenze e alla capacità di comprensione (Descrittore 1) il corso mira alla acquisizione di una visione storica (evoluzione nel tempo dei sistemi di welfare) e comparativa (comprendere le politiche sociali italiane in comparazione ad altre) poiché tali approcci aiutino lo studente a collocare il quadro normativo delle politiche sociali all’interno di un più complesso scenario socio-politico di cui comprendere il mutamento.

In particolare, i diversi ambiti delle politiche sociali legati alla mancanza di reddito, alla previdenza, alla sanità ecc., sono continuamente ricondotti ad un quadro più generale di interazione tra gli attori delle politiche (Stato, Mercato, Terzo settore, famiglie.) propri di un dato contesto locale o nazionale, perché gli studenti comprendano le dinamiche che caratterizzano l’equilibrio o il conflitto tra attori e\o gruppi sociali (inquadrare le politiche sociali come prodotto culturale del conflitto sociale).

Rispetto alla capacità di comprensione applicata alla propria futura realtà professionale (descrittore 2), il corso mira a contestualizzare le nozioni apprese sulle politiche sociali rispetto alle modalità operative proprie del servizio sociale italiano attraverso testimonianze (seminari con esperti, visione di film e dibattito), al fine di permettere allo studente di effettuare un continuo spostamento tra livelli macro (congiuntura socio-economica, filoni delle politiche, strutture istituzionali, dimensioni normative) e livelli micro (strumenti dell’operatore sociale, vissuti individuale e gruppali rispetto alle diseguaglianze, riconoscimento come elemento centrale della redistribuzione, conflitti situati).

Il corso è poi particolarmente interessato allo sviluppo dell’autonomia di giudizio rispetto ai temi trattati (descrittore 3) ed in tal senso si propone di fornire strumenti di osservazione (passeggiate di quartiere) che facilitano l’osservazione diretta della realtà e l’analisi empirica delle “forme locali” delle politiche sociali, da un lato, e momenti di didattica laboratoriale (didattica partecipata, incontro con testimoni, discussioni).
Molto spazio viene dato nella valutazione finale a tali riflessioni.

Prerequisiti

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Contenuti dell'insegnamento

Il corso tratta dell’evoluzione del welfare occidentale moderno in chiave comparativa (tra diversi paesi europei), affrontandone i cambiamenti in particolare nel corso del ‘900, e la suddivisione in settori specifici (politiche assistenziali, sanitarie, previdenziali, del lavoro) rispetto al modificarsi degli equilibri Stato-Mercato, per poi approdare alle ultime e più recenti trasformazioni legate alla crisi del sistema produttivo europeo, alla precarizzazione crescente delle masse e alle altre principali dimensioni del mutamento sociale che stiamo vivendo.

In particolare, nella prima fase del corso vengono esplorate le diverse forme di normazione negli equilibri Stato-Mercato e le diverse fasi storiche del welfare state (espansioni e contrazioni);
nella seconda parte vengono esplorati modelli normativi e operativi che contraddistinguono diversi sistemi di welfare regionale, nazionale ed europeo;
nella terza parte del corso vengono descritte le dimensioni normative e operative di diversi ambiti delle politiche sociali italiane;
infine nella quarta parte del corso si affrontano gli scenari del possibile futuro del welfare (welfare lib; welfare mix; community and partecipative welfare, ecc.).

Programma esteso

In una prima parte di approfondimento teorico saranno trattati i lineamenti fondamentali delle Politiche Sociali cercando i nessi tra modernità, nascita dello Stato moderno, evoluzioni del sistema capitalista e del Welfare State tra funzioni di controllo e di assistenza.
Seguiranno poi seminari e approfondimenti tematici (2\3 ore accademiche ciascuno). Nell'anno in corso saranno privilegiati i seguenti temi: le migrazioni attraverso il mediterraneo, gestione politica; La precarietà e la mancanza di reddito: gestione politica; La mancanza di abitazioni e il conflitto urbano: gestione politica; Le forme del welfare futuro e partecipato: innovazioni, opportunità, rischi.

Più nello specifico, verranno trattati i seguenti temi:
I modelli normativi e operativi che contraddistinguono diversi sistemi di welfare regionale, nazionale ed europeo.
Il caso delle socialdemocrazie per comprendere i diversi sistemi di politiche sociali: analisi di alcuni strumenti (contrasto alla povertà, salari minimi e redditi universali di cittadinanza: quale valutazione).
La produzione sociale della povertà e dell'esclusione sociale: la tarda modernità, l’impoverimento del ceto medio e la fine del welfare moderno.
Gli scenari postcoloniali, le mobilitazioni di massa, la gestione delle frontiere e delle migrazioni forzate.
Gli scenari futuri del welfare: teorie e prospettive.

Bibliografia

Il corso si basa su tre tipi di materiali:
a) Le dispense del corso a cura della docente (pp. 60 circa);

b) Capitoli e saggi sulle politiche sociali tra cui: da Mara Tognetti Bordogna, Lineamenti di Politiche Sociali; da Ugo Ascoli, Il Welfare in Italia; da Robert Castel, L'insicurezza sociale; da MAgusta Nicoli, Vincenza Pellegrino, L'empowermet nei servizi sociali e sanitari; [...].
Altri saggi saranno aggiornati e caricati sul sistema esse3 ciascun anno a seconda dei temi monografici affrontati nelle lezioni-seminari

c) Libri sulle politiche sociali viste dal punto di vista di cittadini e fruitori, utenti dei servizi, soggetti vulnerabili.
Un testo a scelta tra questi:
- Pellegrino V, Futuri testardi. La ricerca sociale per l'elaborazione del doposviluppo, ombre corte 2020;
- Pellegrino V., R\esistenze precarie, ombre corte, 2016;
- Pellegrino V., Follie Ragionate. Il male e la cura agli occhi dei pazienti psichiatrici, UTET, 2012;
- Pellegrino V., L’occidente e il Mediterraneo agli occhi dei migranti, Unicopli, 2009.

Metodi didattici

Il corso è impostato su 4 diversi tipi di lezione che sono apparsi adatti ad un numero relativamente consistente di studenti:
1. Lezioni teoriche condotte dall’insegnante con dibatitto finale centrato sulle ‘parole chiave’ (brainstorming degli studenti sui concetti principali esposti dal docente e scambio di opinioni e\o domande), finalizzate all’apprendimento dei fondamenti di politiche sociali europee;

2. Visione di film centrati sui servizi sociali in Europa, la figura del social worker, il modo in cui cittadini e utenti recepiscono le politiche sociali, visione finalizzata al ripasso dei concetti insegnati e all’acquisizione critica di essi. In particolare, si effettua la scelta con gli studenti all’interno di una filmografia europea a cui sensibilizzarli (perché il film siano intesi come strumento di autoformazione permanente anche dopo il corso), tra cui quelli scelti gli anni passati: Ladybird Ladybird, 1994, regia Ken Loach; Piovono pietre 1993, Ken Loach; Saimir 2004, Francesco Munzi; Luce dei miei occhi 2001, Giuseppe Piccioni; Il matrimonio di Lorna 2008, Jean-Pierre e Luc Dardenne.

3. Seminari con “ospiti esterni”: le lezioni teoriche sono inframmezzate da seminari condotti in co-presenza con testimoni e\o esperti di politiche sociali ai quali gli studenti possono porre domande dopo una prima breve esposizione. Gli esperti sono scelti solitamente non solo per competenza specifica ma per capacità di stimolo critico rispetto alle sfide attuali del welfare e a filoni innovativi e\o sperimentali nell’ambito delle politiche sociali. Agli studenti vengono forniti inoltre elenchi di seminari tematici (sulle politiche sociali) in corso nella città, ai quali sono invitati a recarsi. Centrale sarà qui l'expertise per esperienza (la presenza di testimoni che avendo vissuto forme di disagio e diseguaglianza sociale possono leggerne in modo specifico la multidimensionalità (didattica partecipata).

4. Passeggiate di quartiere: durante il corso gli studenti vengono introdotti al metodo di osservazione partecipante delle passeggiate o camminate di quartiere (metodologie outreach) che consiste nella strutturazione di una griglia di intervista da sottoporre ad alcuni testimoni privilegiati collocati nel territorio al fine di comprendere meglio il modo in cui i cittadini vivono i problemi e valutino le risposte politiche e\o operative del servizio sociale. Le passeggiate (svolte solitamente in piccoli gruppi di studenti) vengono realizzate in diversi quartieri e orari e poi presentante come relazioni finali che divengono parte del materiale di verifica finale.

Modalità verifica apprendimento

• La verifica del corso nel anno accademico 2020\21 è così articolata:

1. Prova ORALE finale basata sulle dispense, i materiali di saggistica, i materiali forniti dagli esperti invitati come testimoni ai seminari.
Si tratta di 5 domande di tipo generale e non nozionistico, mirate a valutare la capacità di elaborazione critica dei materiali e di collegamento. Si tratta ad es. spesso di elaborare una propria visione sul futuro del welfare o sulle differenze a proprio giudizio più pregnanti tra i paesi ecc.
Infine, non si tratta solo di verificare l’apprendimento nozionistico ma di sollecitare la sintesi tra diversi “capitoli” di studio, di sollecitare la capacità di comprensione rispetto a domande aperte e formulate in maniera complessa (descrittore 1).

2. Consegna e discussione di une relazioni scritte:
- Relazione di un testo a scelta tra quelli centrati sul punto di vista degli utenti rispetto alle politiche sociali, alla loro visione critica di politica e servizio sociale. La relazione prevede una prima parte rielaborativa del testo letto ed una seconda parte di analisi critica (integrazione con altre fonti, parte finale legata al proprio orientamento come futuro social workers). In tal senso, le relazioni (che non possono essere inferiori alle 3\4 cartelle) verificano la capacità di comprensione applicata al proprio contesto sociale e alla propria futura professionalità (descrittore 2);
- Relazione di un approfondimento tematico a a scelta derivante dai laboratori e\o seminari con ospiti.
Questa verifica vuole insistere ancora sulla capacità di comprensione applicata (descrittore 2) ma anche sulla autonomia di giudizio dello studente (descrittore 3) e sulla sua abilità comunicativa (descrittore 4), elementi necessari per muoversi nel territorio.

La valutazione finale dello studente emerge dalla media dei punteggi ottenuti dallo studente nelle diverse prove, che devono essere tutte presenti come requisito di sufficienza (se ne manca una, lo studente risulta insufficiente).

In particolare:
- la conoscenza dei testi studiato è valutata in 30esimi e vale il 50% del voto finale. Per prendere la sufficienza, lo studente deve rispondere a tutte le domande. A seconda della capacità critica e di approfondimento il voto varia;
- la relazione del testo, anch’essa in 30esimi, vale 25% del voto finale;
- l’elaborato finale rispetto all'approfondimento tematico espresso in 30esimi, vale 25% del voto finale.

Agli studenti vengono spiegati questi criteri di valutazione all’inizio del corso.

Altre informazioni

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